Batto la spia - Metamorfosi di Ovidio


francesco zaffuto - acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm.29x21,5

Del furto nessuno s'era accorto, se non un vecchio che sul posto
tutti conoscevano e che i vicini chiamavano Batto:
come guardiano sorvegliava i boschi, i verdi pascoli
e le mandrie delle cavalle di razza del ricco Nèleo.
Diffidando di lui, il dio lo trasse con gentilezza in disparte e:
"Chiunque tu sia, straniero, se capita che qualcuno cerchi
questo armento, non l'hai visto, e perché di ciò tu non rimanga
senza mercede, prenditi in premio una vacca bella lustra".
E gliela diede. Accettandola, quello gli rispose: "Stai tranquillo,
amico: del tuo furto parlerà prima una pietra, questa";
e ne indicò una. Il figlio di Giove finse di andar via,
ma di lì a poco tornò e con diverso aspetto e voce:
"Ehi, contadino," gli disse, "se qui intorno hai visto passare
delle giovenche, dammi aiuto e squarcia il silenzio su questo furto.
Avrai in un colpo solo una femmina col suo toro".
Il vecchio, visto che il premio raddoppiava: "Saranno
sotto a quei monti", rispose; e sotto a quei monti erano.
Rise il nipote di Atlante: "Perfido, tradisci me a me stesso?
me a me stesso tradisci?", e mutò quello spergiuro
in una dura pietra, che ancor oggi è chiamata 'la spia' …
(libro secondo - Metamorfosi di Ovidio)

Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link
http://www.miti3000.it/mito/biblio/ovidio/metamorfosi/primo.htm

2 commenti:

  1. Non le ho mai lette. Il tuo post mi ha affascinato.

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  2. a Carolina Venturi
    ne vale la pena di passare un po' di tempo nella lettura di Ovidio
    ciao

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