sandali in spiaggia


Sandali in spiaggia - acquerello - 1991 - cm. 23x31 - Francesco Zaffuto
Pineto (Abruzzo) 1991, con i piedi nell'acqua guardavo i mie sandali e la collinetta di Mutignano

(... i versi di Letizia Ognibene)

Le orme che noi lasciamo
a volte scompaiono
altre si fissano restando indelebili
nel tempo. Dinanzi a noi l'infinito
pronto ad essere riempito di mille
colori, di incisive sfumature di grigio
di contrasti stridenti di bianco e nero.
La vita ci spinge in avanti
così come il vento piega le chiome che
docili lo assecondano e le nubi
lassù vagano lente tra terra e mare.

danzanti nel mare


francesco zaffuto - danzanti nel mare - acquerello e polvere di pino - 1998 - cm. 31x22

strada per il mare


francesco zaffuto - strada per il mare - acquerello - luglio 2013 - cm.22x29

libero mercato al mare

francesco zaffuto - libero mercato al mare - acquerello - 2005 - cm. 29x45

luna sul mare


francesco zaffuto - luna sul mare - acquerello su foglio scuro - 2009 - cm. 12,5x12,5

luna su Selvino


Luna su Selvino (seconda vista da Sambusita) - acquerello su foglio nero - 2009 cm. 9x24
Francesco Zaffuto - (opera non disponibile)

Genziane


francesco zaffuto - Genziane - acquerello - 1991 - cm. 18x10
Di genziane ne esistono circa 400 tipologie, quelle raffigurate un questo acquerello sono quelle che ho incontrato passeggiando nelle montagne bergamasche a circa 800/1000 metri, tra Selvino e Sambusita - 

il guerriero caduto di Cinisi


il guerriero caduto di Cinisi - acquerello e polvere di pino - 2014 - cm. 23x31- Francesco Zaffuto

A un certo punto, andando verso l'aeroporto di Palermo vicino Cinisi, la montagna assume una forma particolare.

il tempo del basilico


francesco zaffuto - il tempo del basilico -  acquerello - 1987 - cm. 43x67 - (opera non disponibile)

può arrivare un nuovo tempo di luce
capace di saziarci
di colori, profumi e sapori

Giunchi alla riva del Purgatorio


Giunchi alla riva del Purgatorio – acquarello e isatis – 2000 - cm. 43x48 - Francesco Zaffuto

Questa isoletta intorno ad imo ad imo,
à giù colà dove la batte l'onda,
porta di giunchi sovra 'l molle limo;

null'altra pianta che facesse fronda
o indurasse, vi puote aver vita,
però ch'a le percosse non seconda.

Dante Alighieri – Divina Commedia - Purgatorio - Canto I -