cronache di colori
blog a cura di francesco zaffuto
Asino perplesso
Genziane
Questo 1 maggio 2012
La nascita dei papaveri
divisioni del corpo e della mente – Liborio Mastrosimone
Il secondo pittore che ospito nel mio blog è Liborio Mastrosimone, diverse sue opere sono visitabili su.
http://libomast-digiart.blogspot.com/
Negli ultimi anni Liborio Mastrosimone ha fatto un particolare percorso servendosi della fotocomposizione: sezionare parti del corpo e della mente dell’uomo, spesso si è servito del suo stesso corpo.
Propongo di seguito alcune immagini, che liberamente descrivo, spero in qualche modo di cogliere alcuni aspetti dell’operazione dell’autore.
Stiamo tutti dentro un Rebus inesplicabile o si tratta del solito gioco dell’Oca
Può vedere la mano ciò che fa?
Cosa ci resta da prendere, da afferrare, da gustare? Se abbiamo ancora gusto e voglia.

Siamo capaci di realizzare molteplici piani.

Viaggio nel mare disperato - Antonio Pilato
Con questo primo post sul pittore Antonio Pilato apro questo blog ai percorsi di pittori che ho conosciuto.
Le opere di Antonio Pilato possono essere visitate sul web all’indirizzo
http://pilatoweb.altervista.org/home.htm
Qui un breve percorso su uno dei viaggi pittorici di Antonio Pilato, il viaggio nel mare disperato. Gli echi di questo mare spesso ci sono giunti dalle notizie e dalle immagini televisive che inquadravano i barconi di immigrati presso Lampedusa; quelle immagini televisive, pur drammatiche, non riuscivano ad esaurire l’intensità del dramma; il dramma si vive quando si ci si cala dentro e il pittore Antonio Pilato ha provato con la pittura ad entrarci dentro. Qui di seguito alcune delle tante tele ad olio del pittore ….
Il viaggio per mare degli immigrati è un sogno di riscatto, di libertà; l’azzurro del mare pare suggerire una possibilità e una speranza
Viaggiano stretti in una barca come anime di luce, e il sogno della città della speranza li sovrasta
la barca è un tutto mentre l’azzurro del mare diventa cupo
l’abisso è pieno di insidie, i pescecani sono l’entità pronte a distruggere ogni speranza
essere dilaniati diventa una possibilità
o approdare e salvarsi
salvarsi come fantasmi di dolore
la sola fortuna è approdare
quasi ridotti a schiuma di mare
approdare liberi nel nuovo mondo, nel nuovo mondo dove i pescecani riescono ad inghiottire le città con i loro grattacieli, nel nuovo mondo che decade …
Medusa - Metamorfosi di Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x25
Medusa fu desiderata e contesa da molti pretendenti,
e in tutta la sua persona nulla era più splendido dei capelli:
ho conosciuto chi sosteneva d'averla vista.
Si dice che il signore del mare la violasse in un tempio
di Minerva: inorridita la casta figlia di Giove con l'egida
si coprì il volto, ma perché il fatto non restasse impunito
mutò i capelli della Gòrgone in ripugnanti serpenti.
(libro quarto - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
Per gli altri acquerelli sulle Metamorfosi di Ovidio vai al link:
Acquerelli su Metamorfosi di Ovidio
Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link
http://www.miti3000.it/mito/biblio/ovidio/metamorfosi/primo.htm
Tiresia - Metamorfosi di Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
…………………… per caso Giove
bandisse i suoi assilli, mettendosi piacevolmente a scherzare
con la sorridente Giunone. "Il piacere che provate voi donne",
le disse, "è certamente maggiore di quello che provano i maschi."
Lei contesta. Decisero di sentire allora il parere
di Tiresia, che per pratica conosceva l'uno e l'altro amore.
Con un colpo di bastone aveva infatti interrotto
in una selva verdeggiante il connubio di due grossi serpenti,
e divenuto per miracolo da uomo femmina, rimase
tale per sette autunni. All'ottavo rivedendoli nuovamente:
"Se il colpirvi ha tanto potere di cambiare", disse,
"nel suo contrario la natura di chi vi colpisce,
vi batterò ancora!". E percossi un'altra volta quei serpenti,
gli tornò il primitivo aspetto, la figura con cui era nato.
E costui, scelto come arbitro in quella divertente contesa,
conferma la tesi di Giove. Più del giusto e del dovuto al caso,
a quanto si dice, s'impermalì la figlia di Saturno e gli occhi
di chi le aveva dato torto condannò a eterna tenebra.
Ma il padre onnipotente (giacché nessun dio può annullare
ciò che un altro dio ha fatto), in cambio della vista perduta,
gli diede scienza del futuro, alleviando la pena con l'onore.
(libro terzo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
Per gli altri acquerelli sulle Metamorfosi di Ovidio vai al link:
Acquerelli su Metamorfosi di Ovidio
Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link
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Semele e Giove - Metamorfosi di Ovidio
acquarello e isatis -2008 - cm. 21,5x29
……. e questa chiede a Giove un dono senza nominarlo.
"Scegli," le risponde il dio; "nulla ti rifiuterò;
e perché tu più mi creda, sia testimone la divinità
del fiume infernale, un dio che anche agli dei incute paura!"
Lieta a proprio danno, eccitata di potere, sul punto di perdersi
per compiacenza dell'amante, Sèmele: "Come ti abbraccia
la figlia di Saturno, quando vi disponete ai giochi d'amore,
così concediti a me!" chiede. Avrebbe voluto il dio, mentre parla,
tapparle la bocca, ma ormai via nell'aria era volata la voce.
Gemette: più non può far sì che non abbia lei chiesto
e lui giurato. E allora tristissimo sale in alto
nel cielo e con uno sguardo raduna docili
le nubi e vi aggiunge uragani e in mezzo ai venti
lampi, tuoni e il fulmine al quale non si sfugge.
Ma, per quanto può, cerca di velare le sue forze
così non si arma del fuoco con cui aveva abbattuto Tifone,
il gigante dalle cento braccia: troppa ferocia v'era in quello.
C'è un altro fulmine più fioco, nel quale la mano dei Ciclopi
ha infuso meno furia e fuoco, meno rabbia:
gli dei lo chiamano fulmine secondo; lo prende ed entra
nella casa di Agenore. Donna mortale non sopporta
assalto celeste e quel dono nuziale la incenerì.
(libro terzo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Atteone e Diana - Metamorfosi si Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
Mentre Diana si bagnava così alla sua solita fonte,
ecco che il nipote di Cadmo, prima di riprendere la caccia,
vagando a caso per quel bosco che non conosceva,
arrivò in quel sacro recesso: qui lo condusse il destino.
Appena entrò nella grotta irrorata dalla fonte,
le ninfe, nude com'erano, alla vista di un uomo
si percossero il petto e riempirono il bosco intero
di urla incontrollate, poi corsero a disporsi intorno a Diana
per coprirla con i loro corpi; ma, per la sua statura,
la dea tutte le sovrastava di una testa.
Quel colore purpureo che assumono le nubi se contro
si riflette il sole, o che possiede l'aurora,
quello apparve sul volto di Diana sorpresa senza veste.
Benché attorniata dalla ressa delle sue compagne,
pure si pose di traverso e volse il volto indietro.
Non avendo a presa di mano le frecce, come avrebbe voluto,
attinse l'acqua che aveva ai piedi e la gettò in faccia all'uomo,
inzuppandogli i capelli con quel diluvio di vendetta,
e a predire l'imminente sventura, aggiunse:
"Ed ora racconta d'avermi vista senza veli,
se sei in grado di farlo!". Senza altre minacce,
sul suo capo gocciolante impose corna di cervo adulto,
gli allungò il collo, gli appuntì in cima le orecchie,
gli mutò le mani in piedi, le braccia in lunghe zampe,
e gli ammantò il corpo di un vello a chiazze.
Gli infuse in più la timidezza. Via fuggì l'eroe, figlio di Autònoe,
e mentre fuggiva si stupì d'essere così veloce.
(libro terzo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Batto la spia - Metamorfosi di Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
Del furto nessuno s'era accorto, se non un vecchio che sul posto
tutti conoscevano e che i vicini chiamavano Batto:
come guardiano sorvegliava i boschi, i verdi pascoli
e le mandrie delle cavalle di razza del ricco Nèleo.
Diffidando di lui, il dio lo trasse con gentilezza in disparte e:
"Chiunque tu sia, straniero, se capita che qualcuno cerchi
questo armento, non l'hai visto, e perché di ciò tu non rimanga
senza mercede, prenditi in premio una vacca bella lustra".
E gliela diede. Accettandola, quello gli rispose: "Stai tranquillo,
amico: del tuo furto parlerà prima una pietra, questa";
e ne indicò una. Il figlio di Giove finse di andar via,
ma di lì a poco tornò e con diverso aspetto e voce:
"Ehi, contadino," gli disse, "se qui intorno hai visto passare
delle giovenche, dammi aiuto e squarcia il silenzio su questo furto.
Avrai in un colpo solo una femmina col suo toro".
Il vecchio, visto che il premio raddoppiava: "Saranno
sotto a quei monti", rispose; e sotto a quei monti erano.
Rise il nipote di Atlante: "Perfido, tradisci me a me stesso?
me a me stesso tradisci?", e mutò quello spergiuro
in una dura pietra, che ancor oggi è chiamata 'la spia' …
(libro secondo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Acquerelli su Metamorfosi di Ovidio
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Fetonte e il carro solare - Metamorfosi di Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
…..
tuonò, e librato un fulmine alto sulla destra,
lo lanciò contro l'auriga, sbalzandolo dal cocchio
e dalla vita, e con la furia del fuoco il fuoco represse.
Atterriti s'impennano i cavalli e con un balzo sciolgono
il collo dal giogo, spezzano i finimenti e fuggono.
Qui cadono i morsi, più in là l'asse divelto del timone,
da questa parte i raggi delle ruote fracassate e ciò che resta
del cocchio in frantumi è disseminato in ogni luogo.
(libro secondo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Climene e Fetonte - Metamorfosi di Ovidio

acquarello e polvere di pino - 2008 - cm. 21,5x29
«Per questo fulgore splendido di raggi abbaglianti,» disse,
«che ci vede e ci ascolta, io ti giuro, figliolo,
che tu sei nato da questo Sole che contempli e che regola
la vita in terra. Se ciò che dico è menzogna, mai più mi consenta
di guardarlo e sia questa luce l'ultima per i miei occhi!
Del resto non ti sarà fatica trovare la casa paterna:
la terra in cui risiede confina con la nostra, là dove sorge.
Se questo hai in animo, va' e chiedi a lui stesso».
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Argo - Metamorfosi di Ovidio
acquarello e matite -2008 - cm. 21,5x29
Cento occhi aveva Argo tutt'intorno al suo capo:
due alla volta riposavano a turno,
mentre gli altri stavano svegli, montando la guardia.
In qualunque modo si sistemasse, sorvegliava Io;
anche di spalle l'aveva davanti agli occhi.
Di giorno lascia che pascoli; quando il sole scende sottoterra,
la rinchiude, cingendole a disdoro il collo con una catena.
Di fronde d'alberi e di erba amara si nutre l'infelice,
e invece che in un letto si corica sulla terra priva a volte
anche d'una coltre erbosa, e s'abbevera in fiumi fangosi.
E se voleva tendere le braccia ad Argo
per supplicarlo, braccia non possedeva da tendergli;
se tentava di lamentarsi dalla bocca uscivano muggiti
e a quel suono rabbrividiva atterrita dalla sua stessa voce.
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Apollo e Dafne - Metamorfosi di Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
….. e dalla faretra estrasse due frecce
d'opposto potere: l'una scaccia, l'altra suscita amore.
La seconda è dorata e la sua punta aguzza sfolgora,
la prima è spuntata e il suo stelo ha l'anima di piombo.
Con questa il dio trafisse la ninfa penea, con l'altra
colpì Apollo trapassandogli le ossa sino al midollo.
Subito lui s'innamora, mentre lei nemmeno il nome d'amore
vuol sentire …….
Ancora prega, che un torpore profondo pervade le sue membra,
il petto morbido si fascia di fibre sottili,
i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami;
i piedi, così veloci un tempo, s'inchiodano in pigre radici,
il volto svanisce in una chioma: solo il suo splendore conserva.
Anche così Febo l'ama e, poggiata la mano sul tronco,
sente ancora trepidare il petto sotto quella nuova corteccia
e, stringendo fra le braccia i suoi rami come un corpo,
ne bacia il legno, ma quello ai suoi baci ancora si sottrae.
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole.
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Apollo ed Heros - Metamorfosi di Ovidio
Acquerello e isatis -2008 - cm. 21,5x29
Ancora insuperbito per aver vinto il serpente, il dio di Delo,
vedendolo che piegava l'arco per tendere la corda:
«Che vuoi fare, fanciullo arrogante, con armi così impegnative?»
gli disse. «Questo è peso che s'addice alle mie spalle,
a me che so assestare colpi infallibili alle fiere e ai nemici,
a me che con un nugolo di frecce ho appena abbattuto Pitone,
infossato col suo ventre gonfio e pestifero per tante miglia.
Tu accontèntati di fomentare con la tua fiaccola,
non so, qualche amore e non arrogarti le mie lodi».
E il figlio di Venere: «Il tuo arco, Febo, tutto trafiggerà,
ma il mio trafigge te, e quanto tutti i viventi a un dio
sono inferiori, tanto minore è la tua gloria alla mia».
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
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Apollo e il pitone - Metamorfosi di Ovidio

acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
Quando dunque il suolo, fangoso per il recente diluvio,
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
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Ripopolamento della terra - Metamorfosi di Ovidio
acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
S'incamminano, velandosi il capo, sciogliendo le vesti,
e ubbidendo, lanciano pietre alle spalle sui loro passi.
E i sassi (chi lo crederebbe se non l'attestasse il tempo antico?)
cominciarono a perdere la loro rigida durezza,
ad ammorbidirsi a poco a poco e, ammorbiditi, a prendere forma.
Poi, quando crebbero e più duttile si fece la natura loro,
fu possibile in questi intravedere forme umane,
ancora imprecise, ……
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
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Deucalione e Pirra - Metamorfosi di Ovidio

acquarello, isatis, polvere di pino -2008 - cm. 21,5x29
Fu in questo luogo (l'unico non sommerso) che Deucalione
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)
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