L'io


francesco zaffuto - L'io - biro su foglio contabile - 1967 - cm. 20x30


francesco zaffuto - L'io - olio su compensato - 2003 - cm. 46x60

elettrica

francesco zaffuto - elettrica - acquerello, isatis e polvere di pino - 1996 - cm. 20x16 (opera non disponibile)

Striscia di mare e terre arse


francesco zaffuto - striscia di mare e terre arse - olio su compensato - 1999 - cm. 13x80

nascosti nel bosco di agosto


francesco zaffuto - ciclamini - terza triade - 2007 -acquerello, polvere di pino e isatis - cm. 22x31
(opera non disponibile)



ciclamini - seconda triade - 2007 - acquerello e isatis - cm. 15x22


ciclamini - prima triade - 2007 - acquerello - cm. 15x 22

dieci anni dopo


francesco zaffuto - ex sessantottino 10 anni dopo - matita - 1978 - cm. 28x22

due genzieanelle


francesco zaffuto - due genzianelle - matite - 2006 - cm. 18x12 (opera non disponibile)

genzianelle abbarbicate

francesco zaffuto - genzianelle abbarbicate - matite - 2006 - cm. 18,5x11  (opera non disponibile)

confusi dalla luna

francesco zaffuto - confusi dalla luna - matite su cartoncino nero - 1998 - cm. 7,5x8
francesco zaffuto - girasoli di notte - matite su cartoncino nero - 1999 - cm. 9,5x21

Santuario della Madonna del Perello


francesco zaffuto - Santuario della Madonna del Perello - entrata dalla sagrestia - acquerello - 2007 - cm. 23x15,5  - Isolato come una meditazione, sta nel bosco delle valli bergamasche - ci si arriva da Sambusita o da Selvino


 francesco zaffuto - Santuario della Madonna del Perello - entrata principale  - acquerello - 1992  - cm. 18x11 (opera non disponibile)

campanelli scuri di giugno


francesco zaffuto - campanelli scuri di giugno - 1985 - acquerello - cm.23x14

si possono trovare in montagna in giugno - ma ancora non trovo il loro nome

dialogo sui colori tra l'angelo e il demonio


francesco zaffuto - dialogo sui colori tra l'angelo e il demonio - pastello olio su carta - 1988 - cm.13x18

lettura a villa d'Este

francesco zaffuto - lettura a villa d'Este - matita - 1978 - cm. 33x24 (non disponibile)

uomo vulcano - pensiero


francesco zaffuto - uomo vulcano - pensiero - acquerello - polvere di pino - isatis e terre grezze di Provenza - 1999 - cm. 28x16,5


uomo vulcano - positivo e negativo


uomo vulcano - positivo
fotoimpressione da disegno a china e cera - francesco zaffuto e angelo scebba - 1977 - cm 30,5x22,5
(opera non disponibile)



uomo vulcano - negativo
fotoimpressione da disegno a china e cera - francesco zaffuto e angelo scebba - 1977 - cm 30,5x22,5
(opera non disponibile)

lago di Carona

francesco zaffuto - casa di legno sul lago di Carona - Valle Brembana  (BG) - 2012 cm. 20,5x30
tecnica: acquerello - isatis - polvere di pino

nel 2012 ho dipinto poco
mi sono chiesto più volte perché continuo a dipingere
non ho trovato una risposta razionalmente convincente
Ho venduto ben pochi quadri durante la mia vita
per vendere devi fare sempre una qualche mostra
e spesso il costo della mostra supera quello del venduto
Molti quadri li ho regalati
alcuni sono stati graditi
altri non so
Continuerò a dipingere?
Ho cominciato a 10 anni
e sono passati 55 anni con colori e segni
Potrebbe bastare
I ripostigli della mia casa grondano di dipinti di vari periodi
di cose che ho visto
e di cose che frullavano
solo nella mia mente
Potrebbe anche bastare!
Lasciar sopravvivere qualche spazio libero in casa
Ma ancora
mi frullano dentro colori e segni
si combinano tra loro e mi spingono a continuare
Andrà a finire che anche quest'anno dipingerò
in qualche modo
Con calma continuerò
finché mi aiuteranno gli occhi
e non mi tremeranno troppo le mani

Questa è la foto che mi ha scattato di nascosto mia moglie mentre mi stavo accingendo allo schizzo della casa sul lago di Carona.

aspettando


francesco zaffuto - aspettando - matita - 1986 - cm. 22x30

cosa sto aspettando oggi ?
i risultati elettorali
possibile che dalla condizione del fare mi sono ridotto alla condizione di aspettare
ma cosa è il fare?
da solo, una sega
un po' poco
il fare è sempre con gli altri
c'è sempre un appuntamento
aspettare
potrei dire?
ci provo
mentre divento l'ombra delle parole
cerco una luce

auguri di buona vecchiaia al Papa dimesso

francesco zaffuto - ad ogni morte di Papa - acquerello - 1978 - cm. 23x29

Questo piccolo acquerello l'ho dipinto nel 1978, era il funerale di Paolo VI e mi trovavo a Roma. La scenografia era ampia, tanta e tanta gente,  cardinali, poliziotti, guardie svizzere e italiane, le televisioni, tanti giapponesi che riprendevano la scena, un capellone che somigliava vagamente a Gesù, una ragazza vicina che mangiava il gelato, era una calda giornata di agosto.
Oggi 11 febbraio 2013, Papa Benedetto XVI si mette da parte prima di questa scenografia, dice di essere vecchio, dice una verità.
Auguro a  Joseph Ratzinger di concludere serenamente gli ultimi anni della sua vita

Questo 1 maggio 2012

Tra i miei vecchi disegni ho trovato questa figura, l'avevo chiamato "triste pensando". A due giorni dal 1 maggio 2012 ho voluto inserirla in questo blog, mi pare possa rappresentare chi in questo momento non trova un lavoro.
francesco zaffuto - triste pensando - china - 1975 - cm. 36x29 (opera non disponibile)

Caos - Metamorfosi di Ovidio


Nel 2008 mi avventurai nella lettura delle Metamorfosi di Ovidio, mi venne voglia di realizzare una specie di fumetto ad acquarello, come un specie di appunto di lettura. Il libro di Ovidio si fece divorare in fretta ma data la mole e la grandezza delle Metamorfosi il mio tentativo di fumetto acquerellato rimase incompiuto, conto sempre di riprendere questo lavoro. Inserisco in questo blog alcune tavole. Questa è la prima.


francesco zaffuto - caos - acquerello – 2008 - cm. 29x21,5 

Prima del mare, della terra e del cielo, che tutto copre,
unico era il volto della natura in tutto l'universo,
quello che è detto Caos, mole informe e confusa,
non più che materia inerte, una congerie di germi
differenti di cose mal combinate fra loro.
(libro primo - Metamorfosi)



Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link

Separazione della terra dal cielo - Metamorfosi di Ovidio


francesco zaffuto . separazione della terra dal cielo - acquerello – 2008 - cm. 29x21,5 

un dio, col favore di natura, sanò questi contrasti:
dal cielo separò la terra, dalla terra il mare
e dall'aria densa distinse il cielo limpido.
E districati gli elementi fuori dall'ammasso informe,
riunì quelli dispersi nello spazio in concorde armonia.
(Libro Primo - Metamorfosi di Ovidio)

Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link

Età dell'oro - Metamorfosi di Ovidio


francesco zaffuto - età dell'oro - acquarello, matite, isatis, polvere di pino 2008 - cm. 21,5x29 

Per prima fiorì l'età dell'oro, che senza giustizieri
o leggi, spontaneamente onorava lealtà e rettitudine.
Non v'era timore di pene, né incise nel bronzo
si leggevano minacce, o in ginocchio la gente temeva
i verdetti di un giudice, sicura e libera com'era.
Reciso dai suoi monti, nell'onda limpida il pino
ancora non s'era immerso per scoprire terre straniere
e i mortali non conoscevano lidi se non i propri.
Ancora non cingevano le città fossati scoscesi,
non v'erano trombe dritte, corni curvi di bronzo,
né elmi o spade: senza bisogno di eserciti,
la gente viveva tranquilla in braccio all'ozio.
Libera, non toccata dal rastrello, non solcata
dall'aratro, la terra produceva ogni cosa da sé
e gli uomini, appagati dei cibi nati spontaneamente,
raccoglievano corbezzoli, fragole di monte,
corniole, more nascoste tra le spine dei rovi
e ghiande cadute dall'albero arioso di Giove.
Era primavera eterna: con soffi tiepidi gli Zefiri
accarezzavano tranquilli i fiori nati senza seme,
e subito la terra non arata produceva frutti,
i campi inesausti biondeggiavano di spighe mature;
e fiumi di latte, fiumi di nettare scorrevano,
mentre dai lecci verdi stillava il miele dorato.
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)

Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link

Età dell'argento - Metamorfosi di Ovidio


francesco zaffuto - età dell'argento - acquarello e isatis - 2008 - cm. 29x21,5 

Giove ridusse l'antica durata della primavera
e divise l'anno in quattro stagioni: l'inverno, l'estate,
un autunno variabile e una breve primavera.
Allora per la prima volta l'aria si fece di fuoco
per l'arsura o si rapprese in ghiaccio per i morsi del vento;
per la prima volta servirono case, e furono grotte,
arbusti fitti, verghe legate insieme da fibre;
allora in lunghi solchi si seminarono i cereali
e sotto il peso del giogo gemettero i giovenchi.
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)


Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link

Età del bronzo - Metamorfosi di Ovidio


francesco zaffuto - età del bronzo - acquarello e matite - 2008 - cm. 29x21,5 

Terza a questa seguì l'età del bronzo: d'indole
più crudele e più proclive all'orrore delle armi,
ma non scellerata.
(libro primo - Metamorfosi di Ovidio)


Per chi non ha sotto mano il testo di Ovidio ecco un link
http://www.miti3000.it/mito/biblio/ovidio/metamorfosi/primo.htm